Miserere di Marina Marazza, Solferino 2020

Nata dall’amore proibito di suor Virginia De Leyva e Giovan Paolo Osio, la piccola Alma viene riconosciuta dal padre e cresce accudita da una balia. Della bambina si perdono le tracce dopo il processo in cui Giovan Paolo Osio sarà condannato a morte. Fin qui ciò che la storia ci tramanda. Da qui in poi è la fantasia di Marina Marazza a costruire una storia verosimile. Se la immagina giovane donna agiata nella Milano squassata dalla pestilenza del 1630 a cercare vendetta per il padre e per la madre. Un romanzo che da storico diventa sempre più d’avventura. Dai misogini prelati costantemente a caccia di streghe, diavoli e untori, agli ambienti sordidi dei ricchi milanesi dediti a passatempi non proprio edificanti. Se il personaggio di Alma è quasi completamente di invenzione, non sono di invenzione molti altri personaggi realmente vissuti in quegli anni, come Federico Borromeo. Altrettanto reale e molto ben tratteggiato è il contesto storico con il relativo racconto della peste di manzoniana memoria. Dei romanzi della Marazza letti fino a questo momento, devo ammettere che questo è quello che ho gradito di meno. Ciò non significa che io non lo consigli, anzi… Lo si legge comunque con piacere e anche in modo molto scorrevole.

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