L’anno della lepre di Arto Paasilinna, Iperborea 1994

Giunto alla soglia dei quarant’anni, il giornalista Kaarlo Vatanen è un uomo frustrato e deluso dalla vita. Detesta il suo lavoro, detesta la moglie e nel suo animo alberga solo un forte senso di delusione. Una sera è in macchina con un collega fotografo. Stanno tornando da un evento di lavoro quando investono un piccolo cucciolo di lepre. Il giornalista scende dalla macchina per soccorrere l’animale e scompare con lui nel folto della foresta. Da qui la vita del giornalista cambia totalmente. Perché tornare ad una vita totalmente inappagante? Così iniziano le avventure di Vatanen e della sua lepre nelle foreste finlandesi, tra paesaggi innevati, cacce all’orso, incendi devastanti e ubriacature colossali. Una commedia esilarante, scanzonata, a tratti irriverente. E sullo sfondo i temi cari a Paasilinna: il rispetto per la natura e per gli animali, la salvaguardia dell’ambiente, ma anche la bonaria presa in giro di sistemi burocratizzati, ingessati, corrotti o corruttibili. Avevo conosciuto e apprezzato questo autore con piccoli suicidi tra amici. Anche in questo romanzo breve, perfetta compagnia per un week end, Paasilinna si rivela capace di far tanto ridere e allo stesso tempo riflettere su temi che non sono mai troppo lontani da noi.

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