Gli occhi di Monna Lisa di Thomas Schlesser, Longanesi 2024
È un pomeriggio qualunque per la piccola Lisa. La bambina sta facendo i compiti quando ad un tratto la vista le si offusca fino a sparire per circa un’ora.
Il medico che segue la bimba, oltre a frequenti controlli consiglia di interpellare uno psichiatra infantile.
E qui entra in scena il nonno.
I genitori chiedono al nonno Henry di occuparsi di questa incombenza.
Il nonno, fortemente legato alla nipote, decide che se la bambina rischia di perdere la vista, finché questo non avverrà, la miglior cura è riempirsi gli occhi e il cuore di bellezza, cioè di arte.
Ogni mercoledì, a fare da psichiatra a Lisa sarà un’opera d’arte sempre diversa.
Per cinquantadue settimane, tra il Louvre e il Musée d’Orsai e il Bouburg, Lisa conoscerà opere tra le più diverse. Da Botticelli fino all’arte contemporanea fatta di strisce di colore e di installazioni come la stanza di Louise Bourgeois.
Una trama che diventa il pretesto per un percorso artistico che mira a rendere l’arte fruibile da tutti.
All’autore va il merito di rendere le descrizioni delle opere d’arte molto gradevoli.
La trama in se ha tanti spunti di riflessione: il legame enorme tra nonno e nipote, le difficoltà familiari, le vicende scolastiche di Lisa. Ma la vera protagonista è l’arte, un patrimonio tanto vasto e tanto vario, frutto dell’ ingegno di uomini geniali, spesso tormentati, travagliati, figli di vite di sofferenza.
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