Il folle di Dio alla fine del mondo di Javier Cercas, Guanda 2025
Può uno scrittore irriducibilmente ateo essere chiamato a scrivere la cronaca di un viaggio apostolico del Papa?
Al Vaticano pensano di sì, anzi, ne sono più che convinti! Coinvolgono lo scrittore spagnolo Javier Cercas chiedendogli di scrivere la cronaca del viaggio apostolico di Papa Francesco in Mongolia.
Per farlo, Cercas dovrà viaggiare col Papa e con il suo seguito, dovrà investigare la realtà in cui il Papa andrà, dovrà conoscere le difficoltà di una piccola parte di chiesa che cerca di resistere con tenacia e dedizione.
Cercas, figlio di genitori cattolicissimi decide di accettare quest’avventura che inizialmente sente molto lontana da se ad una sola condizione: la possibilità di parlare anche solo per cinque minuti da solo con Papa Francesco per potergli fare una sola domanda.
Questa domanda attraversa tutto il libro, fa da sfondo alle interviste a giornalisti, cardinali, collaboratori del Papa, missionari in Mongolia, fino ad arrivare direttamente a colui al quale Cercas intendeva rivolgerla: il Papa stesso.
Una cronaca che si legge come un romanzo. Cercas mette in campo tutta la sua bravura di scrittore e tutta la sua abilità nel raccontare ciò che accade, ma non sfugge mai alle domande, soprattutto a quelle scomode, a quelle che è giusto che la chiesa stessa si faccia. Mai polemico, mai eccessivo, talvolta tagliente, esilarante, vero. Vero soprattutto nella domanda che è in realtà la domanda delle domande, quella che gli è stata messa nel cuore dalla fede incrollabile della madre che, da quando è rimasta vedova, vive nella serena certezza di ritrovare il marito al momento della morte.
Da qui la grande domanda dell’irriducibile e folle ateo come Cercas stesso si definisce: mia madre incontrerà davvero mio padre quando morirà?
L’ateo folle che si definisce anticlericale, senza Dio, laicista militante, empio rigoroso, va fino alla fine del mondo per poterlo chiedere al folle di Dio…
E tra le pagine che scorrono, ci si affeziona a questo ateo senza Dio che nel suo atteggiamento aperto e rispettoso mostra molta più apertura a Dio di tanti che sbandierano tutta la fede e la conoscenza che dicono di avere di lui.
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