Il cuoco dell’imperatore di Raffaele Nigro, La Nave Di Teseo 2021

In un piccolo villaggio lucano vive il giovane Guaimaro. Figlio di un fonditore, Guaimaro è esperto cuoco ed è capace di curare mediante le erbe. Tutto cambia quando, in una taverna, vengono uccisi due ebrei. Gli assassini scappano e il ragazzo si ritrova solo con i due assassinati e il proprietario della taverna stessa. I due rischiano di essere accusati del duplice omicidio e condannati a morte. Così Guaimaro è costretto a scappare. Si unisce ad un contingente diretto in Sicilia alla corte di Federico, colui che nel volgere di pochi anni diventerà imperatore del sacro romano impero sulle orme e nel ricordo di Carlo Magno. Grazie alla sua esperienza di cuoco e alle sue conoscenze mediche, Guaimaro diviene ben presto il cuoco personale di Federico e della sua corte. Ed è lui stesso, Guaimaro, coetaneo di Federico II di Svevia a raccontarci quasi quarant’anni di regno, di viaggi, di amanti, di figli sparsi per il mondo, di crociate mancate e di crociate realizzate, di conquiste e scomuniche. Definito già dai suoi contemporanei Stupor Mundi, Federico amava la cultura in tutte le sue forme, il sapere in tutte le sue declinazioni. Particolarmente appassionato di cultura araba, coltivò amicizia duratura col sultano di Gerusalemme, costituì una sua guardia personale fatta di arabi. Non conoscevo ancora la scrittura di Raffaele Nigro. Con lui, attraverso il racconto di Guaimaro, andiamo indietro di 800 anni, nella diversità dei paesaggi d’Italia, Germania, Terra Santa. Viaggiamo con la corte dell’imperatore, assistiamo alle battaglie, conosciamo i pasti serviti alla corte, spesso antenati di ciò che oggi mangiamo anche noi. Un romanzo storico corposo che tuttavia si legge con interesse e che consiglio senza remore.

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