L’amore ai tempi del colera di Gabriel García Márquez, prima edizione originale 1985
Può un amore giovanile condizionare il resto di una vita intera? Può un amore essere tanto tenace da resistere per decenni?
Florentino Ariza si innamora di Fermina Daza a prima vista.
Uno scambio di lettere, promesse, aspettative. Poi Fermina decide che quel ragazzo aveva un aspetto troppo triste, quasi respingente… e lo lascia.
Lei va avanti con la sua vita, costruisce una famiglia, vive un lungo matrimonio.
Lui va avanti a modo tutto suo. Lavora, avanza di carriera, ha tante donne e tante relazioni pur non dando impressione di amare le donne…
Ma in tutte le donne che frequenta, in tutte le relazioni occasionali o durature che ha, è sempre qualcosa di Fermina che cerca.
Lei è l’amore della sua vita ed è lei che lui aspetta per tutto il tempo che sarà necessario aspettare.
Se valutiamo questa storia col nostro metro razionale, l’unica definizione possibile è malattia.
Se questa storia se la inventa Marquez con il suo stile a tratti surreale e del tutto personale, nel senso che è solo suo, le cose diventano molto più interessanti fino a dare vita ad un romanzo che volere o no, difficilmente si dimentica.
Una lunga storia che si può attraversare in modi diversi proprio per le sue molteplici sfaccettature.
Quello che razionalmente è una manifestazione di amore malato, sotto la penna di Marquez diventa una incursione in tutte le molteplici sfaccettature dell’amore in tutte le sue forme, sia buone che meno buone.
Una storia impossibile nella realtà, forse proprio per questo così pregnante e indimenticabile, anche se io non sono riuscita a farmi piacere nessuno dei suoi protagonisti.
Ho apprezzato molto di più questo romanzo rispetto a cent’anni di solitudine che sono riuscita a terminare solo al quarto tentativo e solo perchè fondamentalmente me lo ero imposta.
Commenti
Posta un commento