Sinhue l’egiziano di Mika Waltari, prima edizione originale 1945

Non è semplice calarsi in un tempo tanto lontano e in mentalità tanto diverse. Con questo lungo romanzo, Mika Waltari ci catapulta dritti nell’antico Egitto. Sinhue, figlio di un medico dei poveri, segue le orme paterne. Diviene un affermato medico che per tutta una serie di vicissitudini, spesso grottesche, è costretto a scappare continuamente da un posto all’altro. Veniamo così a contatto con le varie culture dei popoli antichi. Ittiti, cretesi, tribù del deserto. culti, divinità tra le più strane e disparate, faraoni bambini e regine cortigiane… Un romanzo dall’indubbio valore storico, tuttavia per me respingente e troppo lungo e pesante. Sarà che non amo particolarmente la civiltà egizia, sarà anche che Sinhue non ha suscitato in me alcuna empatia o simpatia… L’ho trovato più impegnato a tracannare vino che ad esercitare arti mediche…! Pur amando i romanzi storici e pur riconoscendo il valore storico di questo specifico romanzo che è comunque scritto da uno studioso che ne sa molto, non mi sento di consigliarne la lettura, pur avendo apprezzato molto la parte della storia ambientata a Creta. Troppo lungo, troppo pesante, troppo insulso il personaggio protagonista.

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