Mare avvelenato di Elena Magnani, Giunti 2024

Tomaso Mazzeo è un ragazzo inquieto che porta su di se lo stigma di una maledizione. Il suo cordone ombelicale ha soffocato l’altro gemello che la madre portava in grembo. Questa fatalità, insieme ad affari poco puliti in cui la sua famiglia è stata coinvolta in passato, fanno di Tomaso un giovane infelice e assetato di rivalsa. Quando incontra Petra, una ragazza che vive nel palazzo dei marchesi di Badastrello, Tomaso non è preparato ai sentimenti che inizia a provare per lei. Siamo a Messina nel 1908 e le convenzioni sociali sono ancora cose da non sottovalutare. A sconvolgere tutto ci pensa il terremoto che negli ultimi giorni di dicembre di quell’anno distrugge letteralmente Messina e devasta parte della Calabria. Le descrizioni di ciò che accadde durante il terremoto sono davvero vivide e agghiaccianti. Ho apprezzato questa parte del romanzo, mentre la storia in se di Tomaso, delle sue inquietudini, come anche quella di Petra con molte situazioni francamente scontate e per nulla originali, non mi hanno mai davvero coinvolta.

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