L’avvelenatrice di uomini di Cathryn Kemp, Casa Editrice Nord 2025

Ci sono molte morti a Roma nel 1656 e negli anni a seguire, anni in cui imperversa la peste… Morti che continuano anche dopo che la peste cessa… morti soprattutto di uomini, morti apparentemente naturali. Ma qualcosa non quadra. Gli uomini dopo la morte sembrano più floridi e sani di quando erano in vita. Giulia è un’esperta di erbe e di spezie. Sa curare con erbe e spezie ma con quelle stesse erbe e spezie ha anche imparato ad uccidere. Lo ha imparato dalla madre e lo ha tramandato a sua figlia. La peste aiuta Giulia e le sue compagne a distribuire un veleno mortale inodore e insapore alle donne che avevano bisogno di liberarsi da uomini violenti. Giulia lo fa per salvare la vita di donne messe costantemente in pericolo dalla violenza dei mariti e spesso lo fa senza compenso. Tuttavia, col cessare della peste e in seguito alla morte di un cardinale, la situazione sfugge di mano e Giulia e la sua cerchia sono sempre più braccate dall’inquisizione. Sono poche le tracce storiche della presenza di donne avvelenatrici. Da quelle poche tracce, l’autrice ha costruito questo romanzo in cui il contesto storico è sicuramente ben delineato. Nonostante ciò, qualcosa nello stile di scrittura non mi ha coinvolta mai davvero. Anche se il libro si legge gradevolmente, a mio gusto manca quel mordente che avrebbe potuto rendere la storia molto più trascinante.

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